Trasporto collettivo a guida autonoma: l’esperienza di Torino 

SHOW, il progetto europeo coordinato in Italia dalla Fondazione LINKS

L’iniziativa di sperimentazione sbarca nella città italiana

Negli ultimi anni sono state intraprese numerose iniziative mirate a una trasformazione digitale dei sistemi di trasporto. Tra queste vi è il progetto SHOW, finanziato dal programma europeo Horizon 2020, che risulta essere il più grande esempio di sperimentazione di veicoli a guida autonoma mai realizzato in Europa: in 20 città europee, più di 70 veicoli a guida autonoma stanno circolando nel normale traffico cittadino, insieme ai veicoli tradizionali.

La città di Torino, sotto il coordinamento di Fondazione LINKS, è l’unica città italiana a partecipare a tale iniziativa. La sperimentazione prevede un servizio di trasporto a guida autonoma on demand nella zona dei presidi ospedalieri della città. Tale servizio è fornito attraverso due navette per il trasporto passeggeri, che operano in condizioni di traffico misto lungo un percorso autorizzato di circa 5 km. 

Si sono recentemente concluse le attività di convalida e verifica tecnica. L’esperienza tratta da queste fasi preliminari, sia nel sito di Torino sia negli altri siti europei coinvolti nel progetto, ha portato ad alcune considerazioni rilevanti.

Prima fra tutte, la città deve essere pronta a ospitare sperimentazioni a guida autonoma. Nel caso di Torino, ad esempio, la definizione di un circuito Smart Road predisposto sin dal 2018 ha sicuramente aiutato sia dal punto di vista tecnico (come, per esempio, il soddisfacimento delle esigenze di connettività mobile), sia nella definizione di un ecosistema locale di attori necessari per l’implementazione di iniziative di questo tipo.

Inoltre, il contesto di sperimentazione deve essere adeguato ai requisiti dei veicoli a guida autonoma, in particolare al loro Operational Design Domain (ODD), cioè l’insieme delle condizioni operative in cui il sistema di guida autonoma è progettato per funzionare. Le sperimentazioni in corso in Italia e in Europa hanno permesso di notare come le limitazioni più evidenti siano: (i) le ridotte velocità degli shuttle (intorno ai 15 km/h in condizioni di traffico misto), che possono causare rallentamenti al traffico veicolare;  (ii) la necessità di una segnaletica orizzontale ben definita, affinché la sensoristica del veicolo sia in grado di visualizzarla; (iii) l’impossibilità di effettuare il sorpasso di veicoli parcheggiati in doppia fila, se non in modalità manuale.

Inoltre, nel caso di presenza di semafori lungo il percorso, alcuni siti europei hanno utilizzato una Road Side Unit (RSU) a ogni incrocio semaforizzato per permettere al veicolo – utilizzando le comunicazioni a corto raggio – di ottenere le informazioni necessarie per un attraversamento sicuro. 

Nel caso di Torino, invece, si è optato per una soluzione tecnologica più snella: tutti i semafori lungo il percorso, gestiti dal centro di controllo del traffico della Città, comunicano in maniera smart con la navetta autonoma utilizzando la connettività mobile, senza quindi bisogno di installare costose RSU ad ogni incrocio.

Un altro risultato della sperimentazione di Torino è l’importanza di usare modelli di simulazione per la scelta del percorso prima di eseguire i test sul campo. A tale scopo, Fondazione LINKS sta collaborando con il Politecnico di Torino per realizzare uno strumento di simulazione basato su dati reali rilevati nei primi test su strada del progetto SHOW, che possa essere impiegato nelle prossime sperimentazioni di mobilità autonoma a Torino e in Italia.

di Brunella Caroleo, Ricercatrice, Fondazione LINKS e Alina Cavallero, Dottoranda, Politecnico di Torino

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