Insieme per portare l’Italia nel futuro

Un piano di interventi integrati e di lungo periodo per la trasformazione del Paese

Intervista a Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Viceministro, una domanda semplice per iniziare. Infrastrutture in Italia: a che punto siamo?

“Il Mit mette al centro la politica dei trasporti green e sostenibile. La definizione delle mappe al Consiglio dei Ministri dei Trasporti Ue del dicembre scorso è corretta. Ha consentito l’inserimento nella rete Ten-T del Porto di Civitavecchia, della Dorsale Adriatica e ha aperto sul Ponte sullo Stretto quale collegamento mancante. L’esercizio di modernizzazione della rete dei corridoi infrastrutturali renderà il sistema logistico più moderno, più efficiente e più sostenibile. Abbiamo destinato al settore 62 miliardi di euro, di cui due terzi dal PNRR e il resto dal Piano Complementare. La Tav Torino-Lione, il Tunnel di base del Brennero, il Ponte sullo Stretto sono alcune tra le opere che faranno da volano per l’economia col passaggio ‘dalle mappe ai cantieri’.”

Se parliamo di infrastrutture non possiamo non fare riferimento, come detto prima, al Ponte sullo Stretto. Via libera “salvo intese” del Consiglio dei Ministri dello scorso 17 marzo per giungere a un progetto esecutivo entro il 2024. Cosa rappresenta quest’opera per l’Italia e quali sono gli obiettivi prefissati?

“Il Ponte sullo Stretto è un’infrastruttura di interesse internazionale perché assicura la continuità territoriale fra l’Europa e la Sicilia, col completamento del corridoio scandinavo-mediterraneo. Oltre a eliminare il gap col resto del Paese – una volta messo in rete con porti, ferrovia, strade e autostrade – sarà un volano per la crescita e lo sviluppo dell’intero sistema del Mezzogiorno. Inoltre, rappresenta un passo avanti per promuovere l’intermodalità – quindi trasporto su gomma, ferro, acqua – come soluzione ideale per rispondere agli obiettivi di sostenibilità ambientale fissati dall’Agenda Green europea.”

Sarà il ponte strallato più lungo al mondo: come accogliamo questa sfida?

“Credo che oggi il tema più importante sia il fatto che l’Italia si debba sentire unita nell’affrontare le sfide che ci presenta il futuro. Oggi il nostro Paese vive un nuovo Risorgimento. Si percepisce finalmente la voglia di tornare a competere a livello internazionale per la realizzazione di manufatti unici al mondo, che lasciano il segno. Sfide che comportano sacrifici, ma che danno valore aggiunto al Made in Italy. Dobbiamo seguire, coi fatti, l’insegnamento di chi ha scritto la carta costituzionale. Avevano tutti un obiettivo comune al di là della singola ideologia: il benessere comune. Bisogna amare questo Paese, avere fiducia nelle sue capacità e ricordarsi da dove siamo partiti.”

Tornando in tema smart roads, quali sono i progetti già in essere e quelli in programma? E in questo contesto che ruolo assume la digitalizzazione delle infrastrutture stradali, autostradali e, anche, ferroviarie?

“Secondo stime Onu, entro il 2050 quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle grandi città. Digitalizzazione dei sistemi e Intelligenza Artificiale sono tasselli indispensabili. In quest’ottica il Mit – insieme a FS, Palazzo Chigi e Mimit – ha firmato un Protocollo d’intesa per favorire la diffusione di reti di nuova generazione in fibra ottica e in 5G sul territorio nazionale, valorizzando la capillarità dell’infrastruttura ferroviaria. In pratica, il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio impiega un cofinanziamento, fino a 550 milioni, per la realizzazione di un backhauling in fibra ottica e di un’infrastruttura radiomobile 5G di proprietà pubblica, con priorità lungo le tratte ad alta velocità. Un importante passo avanti nella digitalizzazione del Paese e un volano per economia, sviluppo e collegamenti. Superare il digital divide e implementare le reti infrastrutturali sono pezzi necessari per la competitività dell’Italia.”

Uno sguardo oltre confine. Quanto è importante la collaborazione con i partner europei? E l’Italia come si sta muovendo?

“La collaborazione a livello europeo è efficace, le decisioni in materia di trasporti al Consiglio dei Ministri dell’Ue vengono prese a maggioranza. Inoltre al Parlamento Europeo, di fatto un co-legislatore, i nostri Eurodeputati alla Commissione Trasporti stanno facendo un lavoro egregio. Certo, ci sono alcune questioni da sbrogliare per il bene dell’intero continente, come quella sul Brennero con le limitazioni imposte unilateralmente dall’Austria agli autotrasportatori italiani. 

Il  1° giugno il Ministro Matteo Salvini in Lussemburgo ha posto il dossier all’attenzione del Consiglio dei Ministri dei Trasporti Ue spingendo anche per un’accelerazione da parte della Commissione Europea sulla procedura d’infrazione verso Vienna. L’Italia ha esposto tutte le sue ragioni, sostenuta con forza dalla Germania e poi da altri Paesi come Repubblica Ceca, Lituania, Romania, Olanda, Bulgaria. Noi siamo per un atteggiamento costruttivo mentre le misure prese finora sul Brennero non sono sostenibili economicamente, né ambientalmente.”

L’Italia può essere capofila di innovazione in ambito infrastrutture e trasporti?

“Bisogna portare l’Italia nel futuro. L’obiettivo sarà promuovere interventi integrati e di lungo periodo sulle infrastrutture digitali e sulla PA digitale seguendo una logica di lungo periodo. Bisogna trasformare strade e autostrade da analogiche a digitali per gestire in totale sicurezza l’interconnessione di migliaia di veicoli affinché ‘Incidenti zero’ sia un obiettivo programmatico consolidando, per esempio, il programma di supporto alle tecnologie 5G di recente approvato dal Mise. Dobbiamo lavorare sul miglioramento del monitoraggio dello stato su infrastrutture esistenti, potenziamento del trasporto merci su ferrovia e interconnessione con i sistemi portuali. Ma dobbiamo essere più autonomi su fonti energetiche, semiconduttori, gestione trasparente dei dati e regole per la trasformazione ambientale. Questa è la vera sovranità su cui possiamo costruire il nostro futuro.”

Alle elezioni amministrative del 2002 è eletto Consigliere Comunale di Genova nelle liste della Lega Nord, ricoprendo il ruolo di Capogruppo fino al 2007. Nel 2010 alle elezioni regionali in Liguria è eletto Consigliere Regionale per la Lega, dove è nominato Capogruppo. Fonda l’Associazione Gruppo Amici della Montagna alla quale aderiscono Consiglieri di diverso orientamento politico, assumendone la presidenza. Il 28 novembre 2014 viene nominato Vicesegretario federale della Lega Nord mantenendo l’incarico fino al 26 febbraio 2016. Alle elezioni regionali in Liguria del 2015 viene eletto con ricordi preferenze, oltre 11mila), e l’8 luglio viene nominato Assessore regionale allo Sviluppo economico e Imprenditoria. Alle elezioni politiche del 2018 viene eletto alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale Liguria – 02, dove era stato candidato come capolista della Lega. Si dimette da assessore regionale e l’11 giugno è nominato Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo Conte I e il successivo 13 settembre Viceministro. In vista delle elezioni politiche anticipate del 25 settembre 2022 viene candidato alla Camera nel collegio uninominale Liguria – 01 (Sv-Im) e viene eletto col 50,16%. Il 31 ottobre seguente torna a ricoprire la carica di Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti dal ministro Matteo Salvini nel Governo Meloni.

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