MIMO 2023 sarà l’occasione per provarle su strade e conoscerle meglio 

Gli italiani ancora non scelgono le auto elettriche, ma si divertono se le guidano. MIMO 2023 sarà l’occasione per provarle su strade e conoscerle meglio 

a cura di MIMO Milano Monza Motor Show

MIMO Milano Monza Motor Show è un evento automotive open-air gratuito per il pubblico che si svolgerà dal 16 al 18 giugno 2023 tra i paddock, le sopraelevate e il circuito dell’Autodromo Nazionale Monza.

Una delle mission principali di MIMO è quella di favorire il rinnovamento del parco auto, agevolando il contatto diretto tra le 50 case costruttrici e i clienti. Un obiettivo che non può prescindere dalla promozione e conoscenza dei veicoli elettrici, la motorizzazione sulla quale l’Unione Europea ha deciso di puntare. Durante il MIMO il pubblico avrà la possibilità di provare soprattutto i veicoli elettrici e plug-in e di mettersi alla prova in un percorso educational che servirà a smitizzare la difficoltà nel caricare le vetture, collegando e scollegando i veicoli alle colonnine.

L’Europa ha scelto decisamente l’elettrico, una virata epocale per la quale l’Italia potrà approfittare di un piano PNRR approvato il 13 luglio dall’Ecofin (il Consiglio di economia e finanza, responsabile delle politiche economiche e fiscali e delle regolamentazioni dei servizi finanziari dell’Unione Europea, ndr) totalmente votato ai finanziamenti per la realizzazione della mobilità elettrica.

Tra le voci del PNRR figurano gli incentivi per la realizzazione di più di 21.000 punti di ricarica rapida e, cosa più importante nel dibattito che vede una contrapposizione netta tra Unione Europea e Cina, quest’ultima maggior produttrice di batterie al mondo, è che l’Italia cercherà di ritagliarsi una nicchia di mercato significativa nella produzione di batterie. Un piano fondamentale per incentivare il mercato automotive italiano di auto elettriche, considerati gli ultimi dati di vendita.

I numeri rilasciati da ACEA (European Automobile Manufacturers Association) raccontano di un mercato automotive europeo in cui a ottobre tutti gli stati registrano un aumento deciso nelle vendite di BEV (full electric), tranne una lieve flessione per la Danimarca (- 2,6%) e una rovinosa caduta per quanto riguarda l’Italia (- 35%). In Italia l’elettrico non soltanto non decolla, ma fa decisi passi indietro in termini di vendite, arrivando a un – 48,1% se si rapportano le vendite di ottobre 2021 (7.123) e ottobre 2022 (3.695).

Ma quali sono i motivi per cui il mercato italiano è indietro rispetto al resto d’Europa?

Secondo le associazioni di categoria come UNRAE e ANFIA siamo in mezzo a una tempesta perfetta, dove si combinano tra loro criticità che accomunano tutti i Paesi europei, come la paura per la guerra e le sue conseguenze e l’aumento dei prezzi dell’energia, insieme a problematiche tutte nostrane, che riguardano una scarsa cultura nei confronti del futuro, una mancanza di fiducia nell’affidabilità della nuova tecnologia (soprattutto in termini di durata), una crisi economica che sta colpendo soprattutto la capacità di acquisto del ceto medio, il costo ritenuto troppo alto da parte degli italiani secondo cui un’auto elettrica non dovrebbe costare più di 30.000 euro, secondo una survey pubblicata da Areté, leader nelle analisi di mercato.

Dalla stessa analisi è emerso un lato che promuove l’ottimismo: gli intervistati hanno ammesso che, una volta provata, l’auto elettrica piace e convince. Una risposta che fa sperare che una parte della lacuna dell’Italia nei confronti del resto dell’Europa possa essere colmata con la conoscenza pratica e diretta, la stessa promossa da MIMO nei suoi test drive dal 16 al 18 giugno, magari coadiuvata da una nuova tornata di incentivi governativi promossi grazie al PNRR.

Fonti e dati: UNRAE, ACEA, ARETÉ

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