ENAV E LA DECARBONIZZAZIONE

Verso la riduzione del consumo di carburante del trasporto aereo
La strategia della società spiegata da Davide Tassi, Head of Sustainability and Corporate Social Responsibility di Enav

A livello mondiale, il settore dei trasporti è sicuramente uno di quelli maggiormente interessati dalle politiche e dalle strategie di riduzione delle emissioni di GHG. All’interno del settore, circa il 75% delle emissioni è prodotto dal trasporto su strada ma è fuori di dubbio che anche il trasporto aereo, che contribuisce per circa l’11% delle emissioni di settore così come il trasporto marittimo, debba impegnarsi a fondo per definire una roadmap che consenta di raggiungere gli obiettivi del Green new deal.

Enav, la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia, si è già posizionata come leader tra i service provider di tutto il mondo ponendo – da diversi anni – la sostenibilità al centro delle proprie politiche industriali e del proprio impegno quotidiano.
La strategia di decarbonizzazione dell’azienda si sviluppa su due direttrici: da una parte sviluppare iniziative e progetti che consentano ai vettori di ridurre sempre di più il consumo di carburante e quindi le emissioni di CO2 e, dall’altra, agire in modo incisivo e determinato sulle proprie emissioni dirette e indirette.

Riguardo al primo aspetto, la professionalità, la continua formazione e l’innovazione tecnologica dei sistemi di gestione del traffico aereo, hanno consentito a Enav di sviluppare una serie di progetti che intervengono sulla fase di gestione del traffico aereo. Primo fra tutti il Free Route che ha reso possibile, a tutti i velivoli in sorvolo a una quota superiore ai 9.000 metri, di attraversare i cieli italiani con un percorso diretto senza seguire rotte predefinite. Questa nuova rivoluzionaria procedura, che l’azienda ha avviato per prima in Europa, solo quest’anno ha consentito minori emissioni per i vettori pari a oltre 205 milioni di kg di CO2, per un totale di circa 850 milioni di kg di CO2 da quando è stato avviato il programma nel 2017.

Per la fase di rullaggio, l’Airport Collaborative Decision Making (A-CDM) permette invece agli aeromobili, prima della fase di decollo, di evitare lunghe attese, con motore acceso, che fino a poco tempo fa generavano emissioni inquinanti nella zona aeroportuale. Il progetto più significativo, riguardante la fase di atterraggio, è stato lanciato nel 2022 sul Centro di Controllo radar di Roma, ed è l’Arrival Manager (AMAN), un nuovo sistema di gestione degli avvicinamenti che, ottimizzando la sequenza degli aerei, ridurrà le emissioni sull’aeroporto di Fiumicino di circa 1 milione di kg di CO2 nel solo 2023. Per quanto riguarda invece il secondo aspetto della strategia di Enav, ovvero la riduzione delle proprie emissioni dirette e indirette, l’attivazione di diverse iniziative ha consentito all’azienda di raggiungere, nel 2022, un importante obiettivo: l’abbattimento delle emissioni di tipo scope 1 e 2 (ovvero quelle derivanti dal consumo di gas e combustibile e dal consumo di energia) di oltre l’80% rispetto al 2019.

Contestualmente Enav ha avviato anche un percorso di riduzione delle emissioni scope 3 (emissioni non direttamente imputabili all’azienda ma che interessano la catena di valore), concentrando i propri sforzi su quelle generate dai fornitori e dagli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti. L’impegno sul tema decarbonizzazione, ha messo Enav nella condizione di ricevere anche la validazione dei propri target da parte di Science Based Target Initiative, la più importante organizzazione internazionale sulla lotta al climate change. Enav è la prima, e tutt’ora unica azienda italiana del settore aviation, ad aver ottenuto questo importante riconoscimento.

Infine, a seguito di  uno studio piuttosto complesso, è stato possibile intervenire anche sugli effetti elettromagnetici delle strutture radar. Nel 2022 sono stati sostituiti oltre il 50% degli apparati ad alta emissione con tecnologie di nuova generazione ed entro il 2024 l’obiettivo è di arrivare al 90%.

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