Da oggi al 2050: tra sfide e opportunità per l’industria marittima

Presentato alla Camera dei deputati lo studio di RINA, Assarmatori e Confitarma 

Lo stato dell’arte del settore e le potenziali soluzioni al vaglio

La riduzione delle emissioni di anidride carbonica, e in generale di gas serra, da parte del settore marittimo è un obiettivo comune a livello internazionale, europeo e nazionale. Sia l’Organizzazione Marittima Internazionale che l’Unione Europea stanno sviluppando una propria strategia e misure per mitigare le emissioni di gas a effetto serra (GHG) e ridurre gli effetti del riscaldamento globale. 

La riduzione delle emissioni di anidride carbonica, e in generale di gas serra, da parte del settore marittimo è un obiettivo comune a livello internazionale, europeo e nazionale. Sia l’Organizzazione Marittima Internazionale che l’Unione Europea stanno sviluppando una propria strategia e misure per mitigare le emissioni di gas a effetto serra (GHG) e ridurre gli effetti del riscaldamento globale. 

Ma quali sono le opzioni disponibili? È necessario sviluppare opzioni applicabili alla flotta esistente, come ad esempio l’impiego di soluzioni drop-in. I biofuel, ad esempio, possono essere miscelati con combustibili convenzionali o utilizzati puri, consentendo il conseguimento di sostanziali riduzioni di emissioni di CO2 equivalente. Affinché questa via sia percorribile, non bisogna dimenticare due fattori fondamentali: la disponibilità del combustibile e la sostenibilità del suo costo.

Il processo di decarbonizzazione delle flotte viaggia necessariamente su due binari: quello delle nuove navi che possono pienamente giovarsi delle nuove tecnologie e dei fuel alternativi che l’industria rende via via disponibili, e quello della flotta esistente che, non potendo usare fuel con caratteristiche molto diverse dagli attuali, dovrà ridurre la quantità di emissioni da fuel fossile adottando opportuni approcci di tipo operativo, accettando un impatto sul servizio, tecniche per la riduzione dei consumi. 

Il dialogo tra armatori, cantieri, progettisti e fornitori di tecnologie e combustibili ha permesso di identificare in un sistema normativo internazionale omogeneo e nella collaborazione dei player del comparto i principali acceleratori per la riduzione delle emissioni di CO2. 

In particolare, dallo studio emerge la necessità di avere norme internazionali chiare e implementate in modo omogeneo, investire in ricerca e sviluppo, in adeguate infrastrutture per rendere disponibili i carburanti puliti e le nuove tecnologie, nonché in una costante formazione per gestire nuovi combustibili in sicurezza. 

Si auspica che il legislatore investa nello shipping la maggior parte dei proventi derivanti dall’applicazione della ETS al settore marittimo, dalla FuelEU Maritime e dalle future misure economiche implementate a livello internazionale, e incentivi coloro che investono in nuove navi, tecnologie e combustibili puliti. 

Il processo di decarbonizzazione delle flotte viaggia necessariamente su due binari: quello delle nuove navi che possono pienamente giovarsi delle nuove tecnologie e dei fuel alternativi che l’industria rende via via disponibili, e quello della flotta esistente che, non potendo usare fuel con caratteristiche molto diverse dagli attuali, dovrà ridurre la quantità di emissioni da fuel fossile adottando opportuni approcci di tipo operativo, accettando un impatto sul servizio, tecniche per la riduzione dei consumi. 

Il dialogo tra armatori, cantieri, progettisti e fornitori di tecnologie e combustibili ha permesso di identificare in un sistema normativo internazionale omogeneo e nella collaborazione dei player del comparto i principali acceleratori per la riduzione delle emissioni di CO2. 

In particolare, dallo studio emerge la necessità di avere norme internazionali chiare e implementate in modo omogeneo, investire in ricerca e sviluppo, in adeguate infrastrutture per rendere disponibili i carburanti puliti e le nuove tecnologie, nonché in una costante formazione per gestire nuovi combustibili in sicurezza. 

Si auspica che il legislatore investa nello shipping la maggior parte dei proventi derivanti dall’applicazione della ETS al settore marittimo, dalla FuelEU Maritime e dalle future misure economiche implementate a livello internazionale, e incentivi coloro che investono in nuove navi, tecnologie e combustibili puliti.

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